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A differenza della normativa previgente al Codice, il bene paesaggistico ovvero il paesaggio è inteso come il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni (c. 1 art. 131 D.Lgs. 42/2004).
Come è espressamente definito, nel paesaggio viene considerato non in modo deturpativo l'intervento dell'uomo sul territorio. Anzi, l'azione dell'uomo viene nobilitata interpretandola come elemento caratterizzante e procreativo delle caratteristiche costituenti l'identità del territorio , tale da rendenrlo, appunto, "paesaggio".

I beni paesaggistici assoggettati al Codice ex legge sono espressamente elencati nell'art. 142:
a)  i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni
    elevati sul mare;
b)  i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i
     territori elevati sui laghi;
c)  i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque
    ed impianti elettrici, approvato con
    regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri
    ciascuna;
d)  le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del
     mare per la catena appenninica e per le isole;
e)  i ghiacciai e i circhi glaciali;
f)  i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;
g)  i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di
     rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
h)  le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;
i)  le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
l)  i vulcani;
m)  le zone di interesse archeologico.

Per gli altri beni, necessita la dichiarzione di notevole interesse pubblico richiamata nell'art. 140 del Codice..

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